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martinoja alpini

OSSOLA- 11-01-2021--È andata avanti, per dirla come gli Alpini e mai l'espressione è così appropriata, anche Anna Maria Martinoja, dopo un periodo di ricovero ospedaliero e chiudendo novantenne una esistenza tutta proiettata nel mondo delle Penne nere.

Anna era figlia del Generale degli Alpini Fedele Martinoia, combattente in due guerre mondiali e comandante del glorioso Battaglione "Intra" nel 1940, sul fronte francese, un ufficiale estremamente apprezzato dai suoi soldati tanto che popolarmente era chiamato "papà Martin", poi comandante della Scuola A.U.C. di Merano trasferita nel Lazio dove, all'atto dell'armistizio dell'8 settembre 1943, mandò in anticipata licenza di fine corso tutti gli allievi evitando che fossero considerati disertori, mentre a fine guerra il Comando Alleato gli affidò il “Patriot Office” di Milano e nel dopoguerra proseguì la sua carriera come comandante del  Distretto militare di Varese, qui era ricordato da tanti "veci" Alpini  della sponda lombarda del Lago Maggiore che lo avevano conosciuto.

Anna aveva sempre accompagnato il padre, che fu tra l'altro nominato Presidente onorario della Sezione A.N.A. di Domodossola e per un periodo Consigliere nazionale dell’Associazione, nelle varie manifestazioni che Gruppi e Sezioni organizzavano sul territorio, riportandone con uno stile personale ed entusiasta le cronache sui giornali sezionali e con  l’immancabile firma “amm”.

Dopo la scomparsa del Gen. Fedele Martinoia nel 1978, Anna Maria ne divenne la fedele custode del ricordo e delle memorie, nella casa di famiglia di Preglia di Crevoladossola dove viveva con il fratello Aster scomparso alcuni anni or sono, partecipando fin quando la salute e l'età lo consentirono, alle cerimonie degli Alpini e a quelle combattentistiche e patriottiche.

Era la ormai storica Madrina degli Alpini Ossolani e con lei scompare un frammento di un mondo caratterizzato da quella che era chiamata "alpinità" e che dopo la sospensione del servizio di leva è venuto progressivamente ad affievolirsi per il mancato ricambio generazionale, impoverendo un patrimonio di valori e volontariato che per tanti decenni è stato speso per il bene dell'Italia.

Valori ben rappresentati nell'impegno di Anna Maria Martinoia nel ricordare il padre Generale, per gli Alpini di allora sempre "papà Martin".

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