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lago formazza fabbri monte castello

FORMAZZA- 18-09-2022-- Un’escursione tranquilla, conclusa con un ottimo pranzo al ristorante della Cascata del Toce, grazie alla scusa della nebbia vagante che ci impediva di salire un po’ di più. Comunque il Monte Castello è una novità per tutti noi, tranne che per la nostra guida walser che oggi ci ha accompagnati.

GITA N. 89 O 24 Monte Castello

LUGLIO 2022

Dislivello: 680 m. Tempo: 4 h. Sviluppo: 12,8 km

Sprazzi rari di sole, tante nuvole e nebbie vaganti, soprattutto sopra i duemila, ci accompagneranno durante l’escursione che è nuova per tutti, tranne che per il nostro presidente che ci farà da guida perché qui dà del tu anche ai sassi. Oltre a lui ci sono due signore, il medico di turno e cinque dipendenti INPS, uno dei quali sta soffrendo i postumi del Covid 19 e abbozza una lenta ripresa.

La bella sorpresa per noi vittime del calore del fondovalle per sei giorni alla settimana è la temperatura di 16 °C alla Cascata del Toce, 1680, dove parcheggiamo di fronte all’Oratorio di San Domenico. Ci dirigiamo a nord, in dolcissima salita fino a Frua di Sopra. Qui il sentiero evidente vira a oriente, destra, e il pendio diventa impegnativo. Nella nebbia si suda in modo anomalo, nonostante la temperatura fresca e, dopo un’ora, un cartello indicatore ci racconta che siamo all’Alpe Ghighel, 2125. Il passo vivace della nostra guida walser ha reso bene.

Un’arietta frizzante e qualche sprazzo di sole ci consentono un timido panorama e ci lasciano immaginare cosa potrebbe essere con il cielo sereno. Vediamo con piacere molte vacche al pascolo. Viriamo decisamente a sud e riprendiamo in morbida salita in questo ambiente bellissimo. Ci sarebbe qualche traccia, ma, con la visibilità odierna che cambia continuamente, è molto importante la presenza di un esperto del territorio.

E’ tutto bello, ma tutto uguale: verdi radure, vallette, piccoli stagni. Dopo mezz’ora, senza fretta alcuna, arriviamo alla piccola torre, o meglio grande ometto in sasso, sulla vetta del Monte Castello, 2218. La Cascata del Toce è a picco sotto di noi, ma non si vede. Ritorneremo qui con visibilità migliore, quando dovremo accontentarci di questi dislivelli. Torniamo all’Alpe Ghighel e, sempre fra nebbie e sprazzi di sole, rinunciamo, quasi con piacere, al Lago Nero. L’idea di un pranzo come si deve al ristorante ci stuzzica non poco.

E’ così che, mentre imbocchiamo verso nord la strada sterrata per il Lago Castel, il presidente prenota telefonando ai suoi nipoti. Scolliniamo a quota 2250 (tre quarti d’ora dal Monte Castello) in prossimità del Lago Castel Minore, completamente asciutto, e scendiamo a costeggiare quel poco che vediamo del grande lago, in veste molto dimessa a causa della siccità. Lungo strada e sentiero arriviamo a Riale.

Qui splende il sole e le scorte di cibo per il previsto pranzo al sacco vengono consumate durante un imprevisto e ricco aperitivo. Siamo contro gli sprechi, di ogni tipo. Placata la prima fame, scendiamo alla Cascata (un’ora e tre quarti) e pranziamo al ristorante, festeggiando una giovane nonna ed un settantenne, un po’ meno giovane, ma ancora in ottima forma.

Gianpaolo Fabbri

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