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fabbri pontimia

SVIZZERA- 24-10-2021-- Torniamo in Svizzera dopo tanto tempo. Il Covid ci ha privati anche del piacere di tante belle gite oltre confine, soprattutto quella ormai tradizionale con gli amici vallesani. Vogliamo recuperare ed iniziamo con questa lunga escursione dalle parti del Passo di Pontimia. Non c'eravamo mai stati.

 

GITA N. 45 PONTIMIA DA ZWISCHBERGEN

LUGLIO 2021

Dislivello: 1200 m.  Tempo totale: 7 h. Sviluppo: 22,5 km.

Al bar di Varzo siamo in undici e ci sono due belle e forti signore. Ci onora di un gradito e simpatico saluto il primo cittadino, che all’alba è già in pista per ben amministrare il suo paese. Dopo un anno torniamo a sgambettare oltre confine, in attesa di poterlo fare presto anche in compagnia dei nostri amici vallesani.

 

Da Gondo saliamo nella Valle di Zwischbergen, a Bord, poco oltre il bacino di Sera. Parcheggiamo nel solito grande spiazzo sulla riva del torrente Grosses Wasser, a quota 1300 circa. Pensando agli oltre quaranta gradi del nostro Sud, ci gustiamo i dieci gradi di questa valle ancora in ombra. Ci dirigiamo a meridione in dolcissima salita sulla strada asfaltata fino al fabbricato di una centrale idroelettrica. Sullo sterrato arriviamo a Tannuwald, 1420, e attraversiamo il torrente, passando sulla destra orografica con la sua bella mulattiera. Siamo sui sentieri TPA (Tour del Pizzo Andolla). La strada sterrata resta sulla sinistra orografica. Prima del bacino idroelettrico di Fah, 1761, riattraversiamo il torrente e, lungo la strada, oltrepassiamo il lago.

 

Camminiamo da un’ora e mezza. Ci osserveranno dall’alto per tutto il giorno due sentinelle di lusso, il Pizzo Andolla a sud ovest e il Monte Leone a nord. Qui per la seconda volta passiamo sulla destra orografica e non la lasceremo più fino al ritorno qui a Fah. Di là dal torrente si proseguirebbe fino al lontanissimo Passo di Zwischbergen. Dopo qualche centinaio di metri nel vasto pianoro arriviamo ad un bivio. Teniamo la sinistra e qui il sentiero, direi scorciatoia, s’inerpica subito. Il tracciato modello Valle Antrona rende moltissimo. Cala il silenzio ed in breve ci troviamo al Baitino sui pianori dell’Alpe Pontimia, 2192 (un’ora e un quarto dall’ultimo guado).

 

Qui ci raccordiamo con il sentiero SFT (Simplon Fletschhorn Trekking). Le indicazioni sono sempre evidenti e, dopo una breve pausa, passando vicino a dei ruderi di baite, saliamo al pianoro superiore, dove si trovano i quattro laghetti di Pontimia, 2249. L’ultimo strappo ci porta al Passo, 2385 (quaranta minuti dall’Alpe). Siamo sul confine con la nostra patria. Dominiamo la Val Bognanco e laggiù ad oriente vediamo anche una piccola parte di Domodossola. Solo lo Straciugo, il top della valle, pur essendo vicinissimo, ci viene negato dalle nuvole. Nonostante un fresco venticello e poco sole, ci fermiamo qui abbarbicati per il pranzo. Ridiscendiamo all’Alpe e optiamo per il ritorno un po’ più lungo.

 

Rimaniamo in quota sempre  lungo il sentiero SFT, diretti a sud ovest. Con dolci saliscendi passiamo dall’Alpe Paianascia e dall’Alpe Porcareccia. Nomi italici pur essendo oltre confine. Passiamo il bivio per il Passo Busin ed arriviamo a quello per il Passo Andolla. Questi fanno parte, insieme al Passo della Preia, al Passo Castello e alla Bocchetta dei Pianei, del noto e bellissimo Giro dei Cinque Passi. Qui, a quota 2150 circa, invertiamo decisamente la rotta verso nord (destra) e scendiamo. Siamo nuovamente sul sentiero TPA (dal Passo di Pontimia quasi un’ora e un quarto).

 

Su pendenze meno ripide rispetto alla scorciatoia del mattino caliamo a valle ed arriviamo a chiudere l’anello odierno al bivio dove l’avevamo imboccata. Ci ricompattiamo mentre un anziano un po’ distratto si apparta un attimo per l’espletamento di una rapida funzione fisiologica. Il tutto rivolto verso un oggetto misterioso che scopriremo essere una fototrappola. Speriamo vivamente che, invece del passaggio di un lupo, non sia stato eternato qualcos’altro. Arriviamo al ponte che ci riporta sulla sinistra orografica ed al bacino di Fah (un’ora e un quarto). Alcuni sulla mulattiera del mattino e gli altri rimanendo sulla strada sterrata scendiamo a ricongiungerci a Tannuwald.

 

Di qui raggiungiamo le auto (poco più di un’ora), dove veniamo benevolmente redarguiti da una gentile signora che dice trattarsi di un parcheggio privato. Ci scusiamo senza sentirci particolarmente in colpa poiché non vi è alcuna segnalazione, come invece usiamo noi in patria. Comunque, per non sbagliare, la prossima volta andremo più avanti e ci risparmieremo qualche chilometro di asfalto. Una birra fresca a Paglino chiude in bellezza la prima uscita internazionale del 2021.

Gianpaolo Fabbri

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