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lupi cartello distruggendo

VCO- 14-02-2021--Lupi e convivenza impossibile: l'appello degli allevatori Ossolani arriva da una delle portavoce, Gesine Otten. Ha cominciato ad allevare nel 1985, ma i primi problemi con i lupi sono arrivati vent'anni dopo. Ma ora si sono stabiliti branchi sul territorio della Provincia e negli ultimi anni sono stati sbranati tante pecore e capre, ma ha toccato anche vitelli, puledri, asini e un cane.

Ecco la sua opinione a riguardo la tentata convivenza uomo-lupo: ''Secondo noi allevatori, la convivenza non è possibile. Inoltre la biodiversità garantita dalle greggi e mandrie di pecore, capre e vacche al pascolo, può essere migliore di quella garantita dal lupo (approvato con diversi studi ). Abbiamo paura che la non -gestione dei lupi da parte della politica, che ha sempre parlato ma mai veramente fatto qualcosa a riguardo, diventi come la preoccupante gestione dei cinghiali...sempre ancora fuori controllo. Meglio di prevedere ora e non far passare altro tempo.

E continua, ''I lupi sono un grande problema non solo per noi, conosco persone che hanno timore a lasciare i bambini andare a fare lo sci di fondo e non si lasciano più i bambini giocare nei boschi vicino le frazioni più isolate dei borghi montani. L' anno scorso a Forno di Valle Strona, persone anziane mi hanno detto che non hanno più il coraggio di uscire dal centro abitato per paura dei lupi che avevano visti quasi in paese. Noi non sappiamo nemmeno quanti lupi ci sono nel circondario. Le guardie pare non abbiano nemmeno l'accortezza di comunicare sempre alle amministrazioni comunali la presenza sul loro territorio di questi predatori, così non è possibile prendere provvedimenti e si tiene nascosto i numeri di lupi che girano in provincia.

Dal 2002 stiamo chiedendo di informare subito i sindaci di eventuali avvistamenti, conferme delle fototrappole, insomma di rendere pubblico prima possibile cosa viene scoperto durante il monitoraggio. ''Quale può essere la soluzione? '' La soluzione potrebbe essere in questa provincia- dove abbiamo ormai il Parco Nazionale della Val Grande, l’area wilderness più grande d’Italia- secondo noi, di recintare non le nostre bestie, ma i lupi, all'interno del Parco Val Grande ( 14.598ha di cui 11.971ha zona ZPS) così non si obbliga nessuno di una coesistenza disastrosa e le persone che amano un luogo selvaggio possono viverlo a loro scelta in questo parco destinato alla Wilderness, lupi compresi!

Si risolverebbe anche il problema dei cinghiali che escono del Parco, con un recinto fatto in modo che non possono uscire ne lupi ne cinghiali... Il Parco, che ha parecchi soldi in disposizione potrebbe studiare tutto sulla possibilità di fare recinti a prova di lupi! Comunque è sbagliato di pensare di continuare senza prendere provvedimenti sia alla proliferazione dei lupi (crescita annuale 30-35%), sia alla espansione su qualsiasi territorio, anche dove il loro arrivo significa perdite enormi della zootecnia presente.

Occorre avere coraggio e cambiare--riconoscere zone dove la presenza dei lupi è troppo dannoso, intervenire con abbattimenti o altri sistemi per tenere i lupi fuori dei paesi e lontani dei greggi. Alle nostre numerose domande fatto a LifeWolfAlps come prevedono una possibile coesistenza fra i nostri piccoli allevamenti famigliari e la presenza del grande predatore nessuno ha potuto darci una risposta tranne di fare consorzi, mettere tutto il bestiame insieme. Allora che soluzione è questa... di lasciare tutti i piccoli alpeggi?

E poi come scrive lo stesso Direttore Canavese nella sua lunga lettera di risposta a Deidier: “I grandi allevamenti non sono nelle condizioni di proteggersi meglio; semplicemente la perdita di animali rappresenta un danno non così rilevante...”Alla conferenza finale del primo progetto - Trento, 2018- LifeWolfAlps ha dichiarato di aver usato 50% dei soldi per la comunicazione...che loro stessi dichiarano ad operazione di lavaggio di cervello .. un immenso spreco che fino ad oggi non ha portato a soluzioni praticabili anzi sta portando alla decimazione dei nostri allevamenti, alla scomparsa di razze autoctone, agli animali non più fuori al pascolo ma chiusi in stalle. Consigliamo per approfondire l’argomento leggendo il sito: Alpigiani Vco- Proteggiamo il nostro territorio e i nostri pascoli! https://alpigianivco.altervista.org

 

Vittorio Manini

 

 

 

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