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fabbri san giacomo

ALTO PIEMONTE- 10-01-2021-- Questa settimana con Gianpaolo Fabbri andiamo all'Alpe San Giacomo e al Rifugio Rondolini:

PREMESSA.

Subito dopo abbondanti nevicate, con un metro di neve fresca a basse quote su molti strati sottostanti, le escursioni sicure si contano sulle dita di una mano. Si torna, quindi, a quanto detto più volte: piste facili e sicure, pazienza per qualche giorno e rinvio dei programmi più ambiziosi alla settimana successiva, anche se il ritorno del sole invoglierebbe a salire più in alto.

ALPE SAN GIACOMO – RIFUGIO RONDOLINI

FEBBRAIO 2014

Dislivello: 1100 m. Tempo di salita: 3 h. Tempo totale: 5 h 30’

Ieri altra neve. Quest’inverno, seppure mite, ci ha ridato la gioia di vedere i profili delle cime circostanti arrotondati da un candido mantello. Oggi ritorna il sole, accompagnato da nebbie localizzate che creano, soprattutto nei boschi, scenari fiabeschi. Poco sopra Villadossola e Pallanzeno, ma comodamente accessibile anche da Seppiana, si trova l’alpe San Giacomo, splendido punto panoramico a cavallo fra valle Ossola e valle Antrona.

Qui si trova, a quota 1324, il rifugio Rondolini. La grande baita del dottor Giovanni fu inaugurata nel 1932, ceduta poi dagli eredi, in uso e nel 1994 a titolo definitivo, al CAI di Villadossola. In prossimità si trova un oratorio del 1600. Siamo sulla dorsale nord-est del pizzo Castello, quota 1607, raggiungibile da qui in circa tre quarti d’ora, ma non con due metri di neve. In sette, accompagnati da Willy ed Asia con le loro quattro ruote motrici, partiamo dal parcheggio in prossimità del teatro di Villadossola. Prima Gaggitti, poi Posa Granda, a quota 600, e Corticcio, quota 784, tradizionale luogo di colazione. Camminiamo da un’ora e un quarto.

Servono giacche a vento e copri-zaino perché la neve rimasta ieri sugli alberi comincia a sciogliersi sotto il sole. A 900 metri ce ne sono trenta centimetri e calziamo le ciaspole. Anche oggi ci tocca batter pista. Raggiungiamo Vancone, poi Basciumo e Baldana, quota 1215, dopo due ore e tre quarti. I normali tempi di percorrenza si dilatano. E’ il tributo che paghiamo volentieri all'alto mantello bianco che ci ripaga, però, con paesaggi meravigliosi, inusuali a queste basse quote. Faticando ancora nella neve fresca, sempre più abbondante, raggiungiamo il rifugio Rondolini all’alpe San Giacomo, quota 1324, dopo tre ore abbondanti.

Qui entra in azione per prima la squadra degli spalatori, perché davanti alla porta ce ne sono circa due metri. Intervengono poi i cuochi ed infine gli addetti a riassetto e pulizia. Il rifugio va lasciato in ordine, pulito ed in sicurezza. Sembrerebbe ovvio, ma purtroppo sono concetti non ancora del tutto chiari a molti frequentatori della montagna. E’ altrettanto ovvio lasciare un contributo per le spese di manutenzione e per gli eventuali utilizzi di legna, energia elettrica o altro.

Il rifugio resta chiuso per motivi a tutti noti e le chiavi devono essere richieste al CAI di Villadossola. Asciutti, rifocillati ed allegri torniamo sui nostri passi nel primo pomeriggio, seguendo fino a Villadossola la strada che, in alcuni punti, ha malamente cancellato i vecchi sentieri. E’ il solito concetto italico di strade montane come opera di “distruzione” e non di “costruzione”, ma non è questa l’unica strada siffatta. E poi oggi si parla solo di una bella escursione, riservando queste considerazioni ad altre occasioni.

Gianpaolo Fabbri

 FOTO DI REPERTORIO

 

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