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tunnel mappo morettina

BELLINZONA – 09.07.2019 – Mentre l’Italia litiga,

la Svizzera discute. E pianifica strade e gallerie per decine di milioni. Il “balletto tricolore” governo-Regione-comuni sullo stato di emergenza della statale 34 agli occhi e agli orecchi degli svizzeri –e non solo– sembra proprio qualcosa di incomprensibile, soprattutto pensando a quanto, in terra rossocrociata, nei decenni e in tempi recenti si sta facendo per la viabilità. È di questi giorni la notizia del via libera del governo ticinese a un finanziamento di 2 milioni di franchi (3,5 di spesa complessiva) per la progettazione della messa in sicurezza della litoranea tra Brissago e Ascona con la realizzazione della galleria cosiddetta “Via Moscia”. Il tunnel stradale, 1.500 metri a canna unica con ingressi a Brissago (Sasso Rotondo) e Ascona (Cantonacio), declasserà la cantonale che scorre in riva al lago, riqualificata come strada turistica anche con percorsi ciclopedonali. Il costo dei lavori è stimato in 95 milioni di franchi, suddivisi tra il Cantone (55%), la Commissione dei trasporti del Locarnese e valli (40%), e la città di Ascona (5%).

L’attenzione e la lungimiranza svizzera sui problemi della viabilità, qualità sconosciute agli italiani, avevano già prodotto, a inizio anni ’80, il maxiprogetto della Mappo-Morettina, variante Ascona-Locarno di 10,2 km (di cui 5,5 in galleria) costruita tra il 1986 e il 1996 tramite 35 canteri e un investimento di 525 milioni di franchi: la soluzione definitiva ai grossi problemi di traffico delle città rivierasche.

 

 

 

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