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VERBANIA – 09.07.2019 – La doccia fredda,

annunciata nemmeno per via istituzionale ma in un incontro coi giornalisti, dal sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia, era arrivata il 13 maggio. Il governo ha bocciato la dichiarazione dello stato di emergenza della statale 34 –aveva detto l’esponente pentastellato del governo–, allungando così i tempi per la messa in sicurezza dell’arteria internazionale, per la quale sono disponibili 60 milioni di euro che, causa la burocrazia e le lungaggini degli appalti pubblici, non si possono tradurre in cantieri entro termini accettabili. Da quel giorno, oltrepassate le scadenze elettorali e insediate le nuove amministrazioni comunali e regionale, lo stato di emergenza è tornato d’attualità. Giovedì scorso s’è tenuta a Palazzo di Città, a Pallanza, la riunione del gruppo tecnico di lavoro Ss34 coordinato dalla Provincia. All’ordine del giorno c’era l’aggiornamento del piano d’emergenza di protezione civile, da convertire in un piano operativo da far scattare nel caso di future ed eventuali interruzioni della viabilità da e per la Svizzera. In realtà s’è discusso anche degli aggiornamenti sui lavori alla litoranea. L’ex sindaco di Cannobio Giandomenico Albertella, nella sua veste di consigliere provinciale, ha spiegato che la Regione –e la nuova giunta Cirio persegue la stessa linea di quella di Sergio Chiamparino– ha rinnovato al ministero la richiesta dello stato di emergenza, anche se non sono pervenute ancora risposte.

Da parte ticinese (all’incontro erano presenti i comuni rivieraschi, rappresentanti dei frontalieri, sindacalisti italiani e anche svizzeri) è giunta la sollecitazione, in attesa dei lavori, a effettuare la manutenzione dei versanti prospicienti la litoranea in tutti i comuni, ciascuno per la parte di propria competenza. Anche sulle manutenzioni verrà chiamata in causa la Regione, con la richiesta di stanziare adeguate risorse. Il tavolo è stato aggiornato ed è previsto che torni a riunirsi entro un paio di settimane.

 

 

 

 

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